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Dolce & Gabbana in Cina: come tre video hanno fatto sparire un brand da un mercato

Nel 2018 tre video e alcuni messaggi privati cancellarono Dolce & Gabbana dal mercato cinese. Una lezione su localizzazione e gestione della crisi.

Dolce & Gabbana in Cina: come tre video hanno fatto sparire un brand da un mercato

C'è un caso che nel mondo del lusso viene ancora studiato come esempio di disastro: Dolce & Gabbana in Cina. In pochi giorni, nel novembre 2018, il marchio è passato dall'essere amato in uno dei mercati più ricchi del mondo a esserne praticamente espulso. Tutto è iniziato con tre video.

Logo Dolce & Gabbana — marchio registrato, immagine di pubblico dominio (Wikimedia Commons).
Logo Dolce & Gabbana — marchio registrato, immagine di pubblico dominio (Wikimedia Commons).

Cosa è successo

Per promuovere un grande show a Shanghai, D&G pubblica una serie di video intitolata "Eating with Chopsticks", parte della campagna DG Loves China. In scena, una modella cinese in abito rosso fatica a mangiare pizza, spaghetti e un cannolo gigante usando le bacchette. Una voce narrante in mandarino, dal tono paternalistico, la "istruisce" — fino alla battuta "È troppo grande per te?" davanti al cannolo. Il tutto con una musica stereotipata di sottofondo.

Da gaffe a disastro

L'accusa è immediata: stereotipi e tono irrispettoso verso la cultura cinese. Ma il vero punto di non ritorno arriva dopo, quando circolano alcuni messaggi privati su Instagram attribuiti a Stefano Gabbana, con frasi offensive sulla Cina e sui cinesi. La risposta del marchio — sostenere che gli account fossero stati "hackerati" — non convince quasi nessuno e peggiora la percezione.

Le conseguenze

La reazione è travolgente:

  • L'hashtag #BoycottDolceGabbana invade i social; molti filmano la distruzione dei propri capi del marchio.
  • Le menzioni del brand su Weibo schizzano, secondo Gartner, di oltre il 2.500% — quasi tutte negative.
  • Star e modelli si sfilano: lo show di Shanghai viene annullato poche ore prima dell'inizio.
  • I prodotti spariscono dai principali e-commerce cinesi e il brand resta in silenzio su Weibo per oltre tre mesi.

I fondatori pubblicano un video di scuse. "Non accadrà mai più", promette Gabbana. Ma la fiducia, in quel mercato, era ormai compromessa.

Perché è stato un disastro

Localizzare non significa usare stereotipi: significa conoscere davvero una cultura e rispettarla.
  • Falsa localizzazione. Il "tributo alla Cina" si è trasformato in una caricatura. Lo stereotipo, anche se involontario, comunica disprezzo.
  • I fondatori sono il brand. Sui social, le parole di chi guida l'azienda pesano quanto una campagna ufficiale.
  • Crisi gestita male. L'alibi dell'account "hackerato" ha tolto credibilità invece di restituirla.

Le lezioni per il tuo marketing

  1. Studia la cultura prima di parlarle. In un mercato nuovo, il rispetto è strategia, non galateo.
  2. Localizza sul serio. Coinvolgi persone del posto nel processo creativo, non a cose fatte.
  3. Chi rappresenta il brand è il brand. Founder e portavoce inclusi.
  4. Nella crisi scegli la trasparenza. Le scuse difensive o poco credibili amplificano il danno.

In sintesi

Il caso D&G mostra quanto valga la sensibilità culturale quando si entra in un mercato. Un brand può costruire valore per decenni e vederlo evaporare in una settimana per non aver capito — o rispettato — il proprio pubblico.

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