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H&M e la felpa "Coolest Monkey": quando una sola immagine danneggia un brand

Una felpa, una foto sbagliata e un'accusa di razzismo: il caso H&M del 2018 e cosa insegna su rappresentazione e team inclusivi.

H&M e la felpa "Coolest Monkey": quando una sola immagine danneggia un brand

Non serve sempre uno spot milionario per combinare un disastro di marketing. A volte basta una foto su un sito e-commerce. È quello che è successo a H&M all'inizio del 2018, con un caso diventato il simbolo di quanto conti la rappresentazione.

Logo H&M — marchio registrato, immagine di pubblico dominio (Wikimedia Commons).
Logo H&M — marchio registrato, immagine di pubblico dominio (Wikimedia Commons).

Vedi l'immagine e il caso →

Cosa è successo

Sul sito britannico di H&M compare un bambino di colore che indossa una felpa verde con la scritta "Coolest monkey in the jungle" ("la scimmietta più cool della giungla"). Il dettaglio che fa esplodere il caso: altre felpe della stessa linea — con scritte come survival expert — erano indossate da bambini bianchi. Lo screenshot diventa virale in poche ore.

La reazione

La parola "monkey" (scimmia) ha una lunga storia come insulto razzista usato per disumanizzare le persone nere: l'accostamento con un bambino di colore viene percepito come gravissimo. Sui social intervengono personaggi noti come il giornalista Charles M. Blow e il musicista Questlove. Due artisti legati al brand, The Weeknd e G-Eazy, interrompono le collaborazioni. In alcuni Paesi i negozi vengono presi di mira dalle proteste e il titolo in borsa ne risente.

H&M rimuove l'immagine, ritira il prodotto e si scusa, promettendo di rivedere le proprie procedure interne. Nelle settimane successive nomina anche una figura dedicata a diversity e inclusione.

Perché è successo

Un singolo asset trascurato può costare quanto un'intera campagna.

Il problema non è stato un piano "cattivo", ma una catena di approvazione cieca: nessuno, lungo il processo, ha alzato la mano per dire "questo accostamento è un problema". È il tipico errore di un team troppo omogeneo, che non vede ciò che per altri è evidente.

Le lezioni per il tuo marketing

  1. Ogni dettaglio comunica. Anche l'accostamento tra un testo e l'immagine di chi lo indossa.
  2. I team inclusivi prevengono gli errori. Punti di vista diversi intercettano problemi che uno sguardo solo non coglie.
  3. Inserisci un controllo "culturale". Prima di pubblicare, qualcuno deve chiedersi: come può essere interpretato?
  4. Le piccole cose scalano. Su un brand globale, un dettaglio sbagliato diventa subito un caso mondiale.

In sintesi

Il caso H&M ricorda che la sensibilità non è "buonismo": è competenza professionale. Curare la rappresentazione e ascoltare voci diverse non è un costo, è la migliore assicurazione contro errori che possono danneggiare il brand in un pomeriggio.

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